28 Giugno 2022
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Gli episodi ci condannano alla seconda sconfitta di fila

18-01-2016 10:08 - News Generiche
TREVISO - LIAPIAVE 1-0

TREVISO: Schincariol, Sagui, Furlan, Granati, Giovannini, Bellotto, Biondo, Casella, Zanardo (st 45´ Prosdocimi), Mastellotto (st 22´ Moretti), Moretto (st 33´ Cattelan). All. Ottoni
LIAPIAVE: Fuser, Boro (st 40´ Truccolo), Fiorotto, Gagno, Bortot, Cittadini, Dal Mas (st 18´ Manzan), Pettenà, Florean (st 33´ Abazi), Benetton, Furlan. All. Piovesan
ARBITRO: Ponzio di Moliterno
RETE: st 5´ Zanardo (R)
NOTE: Ammoniti Casella, Giovannini, Schincariol, Bortot, Boro. Calci d´angolo 7 a 2 per il Liapiave. Spettatori 700 circa

Copia e incolla. Continua a non dirci bene il post Coppa Italia, con due gare che molto si sono assomigliate tra loro sul piano della forma (leggasi prestazione volitiva, ordinata, ma poco incisiva) e fin troppo invece si sono assomigliate sul piano della sostanza, che poi è l´unica cosa che veramente conta: il risultato. Sia chiaro un concetto, le due sconfitte patite in serie, rappresentano punteggi fin troppo severi e punitivi per la nostra squadra, è chiaro comunque, che quando una cosa succede una volta può rappresentare un caso, mentre già la seconda ti lascia inevitabilmente in dote qualche elemento in più per delle riflessioni, che non devono essere allarmistiche, ma che devono sicuramente esser fatte con coscienza e lucidità.
Anche ieri, come domenica scorsa, soprattutto nel primo tempo la partita l´abbiamo sempre condotta noi, al momento di riscuotere tuttavia è sempre mancato qualcosa. Di contro, va anche detto ad onor del vero, che a decidere la gara è stato un episodio quanto meno controverso (per usare un eufemismo), tanto quanto il gol che ci è stato annullato al 90´, due interpretazioni unilaterali che tutti hanno potuto vedere (e che quindi è inutile commentare, anche perché non è nostro costume) e che hanno trasformato un pareggio scritto (e corretto) in una vittoria del Treviso.
IL MATCH: Come detto nel cappello introduttivo, siamo noi a concludere le danze nel primo tempo, senza tuttavia grande incisività: da ricordare vi sono la punizione dai 22 metri di Benetton, ben arginata dal tuffo di Schincariol e il sinistro dal limite di Furlan, dopo un pregevole scambio con Dal Mas, controllato senza problemi tuttavia dal tuffo del portiere di casa. A queste aggiungiamo una lunga serie di mischie in area, conseguenti ai tanti calci d´angolo e alle tante punizioni collezionate nei pressi della tre quarti avversaria, quasi tutte però senza particolari esiti. E il Treviso? Di rimessa la squadra di Ottoni si è resa insidiosa in almeno due circostanze, con Zanardo e Biondo a calciare da posizione favorevole, trovando tuttavia un attento Fuser a sbarrargli la strada in ambo le conclusioni.
La ripresa si apre con l´episodio che di fatto decide la gara: Biondo taglia in area come una furia e va a sbattere contro Bortot. Il fischio dell´arbitro è immediato, ma contrario alle leggi della fisica, poiché ad essere punito è colui che il fallo lo ha subito (sia chiaro che questo è il nostro giudizio ed è ovviamente parziale): dal dischetto Zanardo spiazza Fuser.
La reazione del Liapiave è volitiva ma poco ordinata, nonostante questo qualche buona situazione riusciamo pure a crearla, seppur contro un Treviso schierato a forze piene al limite della propria area. Su tutte ricordiamo la chance capitata a Benetton, che ha atteso troppo il momento propizio per battere a rete su assist di Manzan, a Florean, che ha mancato l´aggancio in piena area su di un cross proveniente dalla sinistra ed infine ad Abazi, bravo a liberarsi al tiro, ma non altrettanto ad inquadrare lo specchio. Nei concitati minuti finali, il Treviso in contropiede ha la clamorosa palla del 2 a 0, con un tiro di Cattelan respinto sulla linea da Bortot e con il successivo tap in di Biondo terminato clamorosamente sull´esterno della rete. Al 90´ l´altro episodio altrettanto controverso: punizione in area di Benetton e deviazione in rete, se non erro, di Bortot. Fischio dell´arbitro. Classico fallo di confusione. Sia mai.....

Fonte: Ufficio Stampa
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